PER TE.

Per te che un tempo hai raccolto il respiro da me gettato a soffocare muto ancora intingo di versi fragili le stanze dove invecchiano i ricordi Per te che eri la foglia dell’autunno e travestivi di luce il fango amaro e per quei sogni che vanno via in silenzio le parole stendo sulla cenere. Per la voce che ho smesso … Continua a leggere

L’ISOLA DEI LOTOFAGI

Se approda la nave dei ricordi dopo un volo per oceani di sale; se la fame d’oblio del capitano tesse una via di seta invisibile; se ormai il giorno disconosce il tramonto e se la notte ha rinnegato la luna; se e`maggio e i rami del ciliegio in fiore paiono rami per amari cappi nessun luogo somiglia a questa terra … Continua a leggere

OUTRO

Ogni tanto salta fuori qualcuno, apparentemente da quel niente che in fondo e`la parte della realta`che trascuriamo, e che faremmo bene a continuare nel trascurarla, pronto a giurare un affetto autentico e incondizionato. Ogni tanto salta fuori un essere che confondiamo, illudendoci volentieri, con un angelo dotato di inumana capacita`di comprendere, di ascoltare, di amare. Ma se il centro della … Continua a leggere

LA VOCE SU U.A.700

Alla solita ora, camminava lungo il corridoio, varcava la soglia della saletta ricreativa esedeva sulla poltrona di pelle sintetica. Poteva scegliere se indossare la cuffia, che del restonon aveva mai smesso di funzionare, ma da lunghi mesi ormai, all’interno dell’intero moduloU.A.700, le conversazioni tra i due non potevano essere udite da altri. Dal giorno del guastoirreparabile, dalla cessazione di tutte … Continua a leggere

NEBBIA

Ti ho vista che svanivi tra i riflessi di una stella caduta nell’oceano lasciando che la notte scivolasse lungo un velo di seta alzato al cielo. Attorno ai miei passi l’invisibile rispondeva a quel soffiare gelido che lasciato andare come un lamento ti chiamava perdendosi nel vuoto. Un labirinto di pensieri stanchi la terra degli specchi deformanti ed io come … Continua a leggere

LE STORIE DI “MARINAI, PIRATI E BALENE” DI VINICIO CAPOSSELA

Ammetto di essere un nostalgico del Capossela della prima ora: avevo amato troppo quei primi tre lavori (“All’una e trentacinque circa”, “Camera a Sud” e “Modi`”), tanto vicini al Paolo Conte che per lo stesso Cantautore era un riverito maestro. La prima svolta, quella della coppia “Il ballo di San Vito” e “Canzoni a manovella”, ancora mi era parsa gradevole, … Continua a leggere