UN MADERNA ANTICO

 

Bruno Maderna -”Trascrizioni per orchestra”, Orchestra della Svizzera Italiana diretta da Renato Rivolta. Ed. Amadeus-Paragon. Sebbene paia che noi conterranei dei vari Berio, Nono, Maderna, Fugazza e altri siamo quelli che meno lo abbiano capito, esiste un movimento musical-culturale nel nostro Novecento la cui espressione d’avanguardia ha fatto vera e propria scuola nel mondo. L’innovazione linguistica dovuta al passaggio di compositori che videro nella “Scuola Viennese” di Arnold Schoenberg non la fine di un’estetica eurocolta nel panorama musicale, bensì un nuovo punto di partenza, se vogliamo di discussione, da cui giungere all’esplorazione di forme d’avanguardia, sembra, a distanza di parecchi anni, ancora un tabù per molti appassionati. Nel caso di Maderna (ma anche di Nono, Berio, Malipiero), pare da parte del pubblico esserci l’idea di una totale rottura con il passato, con la tradizione che fece grande l’arte europea, con quel gusto classicista tipicamente italiano il cui condizionamento fu per secoli il principale respiro nei vari ambiti creativi dell’Occidente. Questo disco andrebbe rivolto a quei signori il cui senso estetico pare aver negato la facoltà di discernere quanto forte sia il retaggio dell’antichità, del rigore contrappuntistico, dei “grandi vecchi maestri” nella forma mentis dei contemporanei (e neppure ormai più di tanto). Ascoltare le trascrizioni del Maderna di pagine legate alla sacralità tradizionale di Pergolesi, di Frescobaldi, Petrucci, Legrenzi e Grossi da Viadana potrebbe non far riconoscere l’opera della stessa persona che fondò, assieme a Luciano Berio, lo studio di fonologia e della musica elettronica nel 1955, e che fu spesso ospite assieme a Karlheinz Stockausen alla Ferienkurse fur neue musik di Darmstadt. Certamente la stima più diffusa nei confronti del Compositore fu, tra gli anni Quaranta e i Settanta, legata all’altra veste in cui il Nostro si produsse al grande pubblico, vale a dire a quella di Maestro del podio, virtuoso della bacchetta di direttore d’orchestra, specie nella sua lunga guida dell’ensemble della Rai di Milano. Non si tratta di un caso isolato: il podio, per molti compositori, è un banco di prova (nel quale spesso emerge l’eccellenza degli stessi), un modo di assicurare dignità (anche economica) alla professione senza scadere nel ripiego. Ci passarono Malher, Boulez, e prima ancora Wagner, non solo nella direzione dei propri lavori. Ivi poterono effettuare quel confronto con la musica che qualcuno ancora sostiene essi non avessero mai ascoltato, e che invece andarono a sviscerare fino al midollo, analizzandone le profondità più recondite e nascoste, per poterne restituire alle platee anche l’ultima linfa. Nel passato di Maderna, nella sua formazione, troviamo Vivaldi e Bach, l’ammirazione e lo studio minuzioso del Barocco e della musica propriamente detta “classica”. La riscrittura, poiché è di riscrittura che si tratta, serve a rendere più fresche, si voglia dire anche più sonore, le pagine di quei grandi compositori italiani che il Maderna scelse affinchè la loro musica, prima preclusa alle moderne filarmoniche, vivesse anche grazie ad esse. Scrivere con rigore filologico quello che le partiture non avevano indicato, traducendo in simboli musicali i suggerimenti per il Basso Continuo, dare alle file le parti obbligate un tempo improvvisate dal cembalo o dal violoncello, costruire l’armonia laddove tutto era risolto nelle sole regole del contrappunto: questa è la trascrizione che un moderno compositore esegue, spesso al solo scopo di esercitarsi, altre volte creando invece un capolavoro partendo da un capolavoro. L’ascolto di queste incisioni, reperibili acquistando il numero 255 della rivista mensile Amadeus, è consigliabile a tutti, ma in particolare a coloro i quali, restii all’avanguardia come molti italiani sono, potrebbero trovare uno spunto valido di riflessione circa la continuità insita tra nuova musica e tradizione. Ottima è la direzione, rigorosa ma non pedante, piena di senso storico senza però mai scendere al livello di mercificazione di anticaglie, del Maestro Renato Rivolta: trovatosi nella possibilità di guidare un’ottima orchestra quale sempre si dimostra essere quella della Svizzera Italiana, Rivolta regala all’ascoltatore un’esecuzione inedita da non smarrire nella memoria, da ascoltare spesso e da contemplare con rispetto.

UN MADERNA ANTICOultima modifica: 2011-02-09T12:57:46+01:00da bass-cocteau
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