NIENTE SOLDI PER MOZART E DA PONTE

 

Nord – Est, ovvero locomotiva dell’economia peninsulare. Nord – Est, ovvero terra dei “schei”, dei clown dalle camice color smeraldo con tanto di stemma vagamente simile ad una foglia d’erba illegale a fumarsi, della bestemmia usata al posto della punteggiatura, della Mala di Maniero, dei sindaci con la stella di sceriffo tatuata sul cuore. La provincia di Treviso diede natale a Lorenzo Da Ponte, librettista d’opera e poeta che vale la pena ricordare dedicando ad esso delle vie di città e paeselli, giacchè questo è il tributo meno costoso. Troppo chiedere di poterlo omaggiare allestendo il “Don Giovanni” da lui scritto per la musica di W. A. Mozart. O meglio: troppo chiedere ad un comune che risponde al nome di Salgareda, a confine tra le province di Venezia e Treviso, di poter foraggiare un evento culturale che esuli dalle solite sagre popolari o dal tanto osannato Calcio Dilettanti. Espongo i fatti. L’iniziativa di portare il “Don Giovanni” a Salgareda, collocandone l’esecuzione in un contesto di avvenimenti culturali nel Comune, venne a partire dal “Leporello” Gino Gobbo, basso comico di matrice mozartiana del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, residente nel territorio della cittadina scelta per l’evento. Parlandone con me alla fine dello scorso anno, e sottoponendo il progetto a vari musicisti, cantanti e “addetti ai lavori”, Gino si recò all’ Assessorato preposto ottenendo da subito un certo entusiasmo e la richiesta di un prospetto più dettagliato con preventivo annesso. Come si può facilmente immaginare, è stato quest’ultimo ( il preventivo) a far si che tutto saltasse. Racconto ciò da diretto testimone, poiché mi trovavo proprio a presenziare alla redazione della lista dei costi: posso affermare che difficilmente si potrebbe pensare ad un allestimento operistico da effettuarsi con maggiore parsimonia. Confidando nel ritorno in termini economici per l’Amministrazione Comunale grazie alla vendita dei biglietti, nel volontariato di alcuni tecnici che non pretendevano compenso (così come le comparse e il coro), nel minimo sindacale di cui si sarebbero accontentati gli orchestrali (tra i quali io, al primo contrabbasso di fila) e lo stesso Direttore, mai avremmo pensato che ci sarebbe stato detto che Settemila Euro fossero una cifra esagerata. Non lo pensammo malgrado la crisi generale della cultura che, se da un tempo relativamente breve si respira nel resto del Paese, nel Veneto ha da molti anni inquinato le manifestazioni cosiddette “di alto spessore”. Alla fine, ci dicevamo per incoraggiarci nel progettare l’impresa, siamo la terra di Vivaldi, dei Marcello, di Dragonetti. Non ci saranno certo impedimenti per un comune nel destinare Settemila Euro ad un buon progetto culturale! E stavamo alludendo al “Don Giovanni” della premiata ditta Mozart – Da Ponte! Cultura nel Nord – Est, R.I.P.

NIENTE SOLDI PER MOZART E DA PONTEultima modifica: 2011-02-11T01:39:54+01:00da bass-cocteau
Reposta per primo quest’articolo