PORNOGRAFIA MUSICALE (PIANO BAR)

Per quanto riguarda la maggior parte dei casi, tutto quello che riesco a ricordare dei miei concerti e` la voglia di finire quanto prima e andarmene. Per un musicista, raggiungere un tale grado di insofferenza rappresenta la piu` grave forma di delusione nei confronti del proprio lavoro. Va detto che, amaro che sia, sono solo pochi privilegiati quei musicisti che alla fine di lunghi percorsi di studio possono dirsi soddisfatti di cio` che fanno: il piu` delle volte il “suonatore” e` un frustrato il cui ruolo di poco differisce da quello del parente scemo a cui ci si rivolge per animare le serate in famiglia. Sovente, piu` la sua preparazione e` stata buona negli anni della formazione, piu` il disgusto, unito alla stoicita` della rassegnazione, aumenta e difficilmente si riesce a nascondere davanti al pubblico. Da altre persone come me ho capito quanto la cosa sia diffusa. Mi sono sentito proporre di suonare il Secondo dei Concerti Branderburghesi di Bach, a patto che se ne eseguisse il solo Primo Movimento iniziale, altrimenti il pubblico di un paese troppo piccolo (e popolato per forza da bifolchi?) si sarebbe annoiato ad ascoltarlo fino alla fine. Ho suonato jazz annacquato per facce da aperitivo di locali “in” a cui Coltrane sarebbe stato improponibile. Mi sono trovato per circa un anno e mezzo a fare brani swing di facile consumo le cui strutture venivano semplificate il piu` delle volte per i limiti di un incapace sedicente pianista. Ho suonato in televisione un brano del “grande compositore” Luciano Ligabue, ho fatto un disco di cui non possiedo nemmeno la copia personale, mi sono esibito ad una convention di ciarlatani a Milano Marittima… Ovviamente con un solo intento: i soldi. Il denaro pare ormai essere la sola attenuante per chi avrebbe voluto fare arte e si e` invece trovato a vendere monnezza. Non suono piu` in pubblico da quasi un anno: sicuramente dovro` prima o poi tornare a farlo, date le ristrettezze economiche in cui mi trovo, e senz’altro, l’odiato pubblico dei bar con i coctail che fanno tendenza, mi tocchera` affrontarlo di nuovo. Probabilmente ancora mi trovero` a caricare l’ingombrante attrezzatura in auto, partire, tornare a casa a notte fonda ascoltando Enrico Rava o Eric Satie per ripulirmi la testa dalla porcheria che ho suonato, e via cosi`. E non sara` semplice nemmeno questo, dovendo fare i conti con la concorrenza, quella che fa schifezze ben peggiori ma che, per Regio Decreto del Pubblico della Spritz Life, grazie ad artifizi elettroacustici, porta in giro un carrozzone digitale fatto di basi midi e laser karaoke. Nel corso di questi ultimi mesi ho potuto ritrovare un certo godimento musicale nel semplice chiudermi in una piccola stanza con archetto e leggio, dandomi alla purezza della grande arte, quella che i piu` illustri Compositori hanno creato. Non mi pagano per essere felice. Una volta, ricordo, poco prima di salire su un palco in un locale di Conegliano Veneto dove dovevo suonare jazz, avevo irritato il batterista di quella sera dicendogli che «se avessi trovato posto in una filarmonica, il jazz non lo avrei considerato nemmeno lontanamente». Era una provocazione: io alludevo a quel sottogenere di jazz fatto di canzonette che stavamo andando a fare, quello che ora la Mojto Generation ( scientificamente nota come quella dell'”Homo Rincretinitus”) chiama con il nome “lounge”. Non e` vero, come alcuni dei miei piu` vicini conoscenti sostengono, che mi sono rotto della musica. Amo la musica sopra ogni cosa al mondo, e proprio per questo amore mal digerisco l’incoerenza che paradossalmente attanaglia chi la musica stessa cerca di farla per mestiere.

PORNOGRAFIA MUSICALE (PIANO BAR)ultima modifica: 2011-04-15T21:47:02+02:00da bass-cocteau
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