TRAMONTO STANCO

Velo oltre cui illecito è porre sguardo e

oriente lontano e segreto: sogno

gli stessi miti della fanciullezza

invecchiati, spenti, sempre malati.

Ormai naufrago in un’isola senza

mare che non sapori di lacrime

obbedisco ai giorni. E lascio che sia.

Ritornare a sorridere senza che

inutile e vacua appaia ogni gioia;

respirare avidamente da un bacio

e scoprire un mattino senza tempo.

Anche i desideri finiscono per

distrarsi soffocandosi in abbracci

e illusioni da taverna. Bruciano

silenziosi come stelle. Cadono

stanchi come foglie gialle. Fuggono

ovunque il sonno possa disperderli.

TRAMONTO STANCOultima modifica: 2011-05-09T10:00:00+02:00da bass-cocteau
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