LE STORIE DI “MARINAI, PIRATI E BALENE” DI VINICIO CAPOSSELA

Ammetto di essere un nostalgico del Capossela della prima ora: avevo amato troppo quei primi tre lavori (“All’una e trentacinque circa”, “Camera a Sud” e “Modi`”), tanto vicini al Paolo Conte che per lo stesso Cantautore era un riverito maestro. La prima svolta, quella della coppia “Il ballo di San Vito” e “Canzoni a manovella”, ancora mi era parsa gradevole, pur non sempre amandone certi cantati in falsetto. Ma canzoni come “Contrada Chiavicone” e “I pianoforti di Lubecca” lasciavano comunque il segno. Poi, due dischi che ho detestato. Campionamenti, atmosfere copiate da Tom Waits ma senza la capacita`poetica di Tom Waits, arrangiamenti piu`atti a stupire che a sostenere melodie (peraltro, spesso assenti), produzioni colossali per canzoni prive di logica e caratterizzate da testi autoreferenziali e pseudo-intellettualoidi. Qualcosa, ora, pare cambiato. Ho preso il cd per curiosita`e perche`in offerta in un ipermercato: «visto che ho tutti gli altri», ho pensato. La sorpresa e`stata piacevole: il corale con cui il disco si apre, riecheggiante di classiche architetture a canone tipiche della letteratura musicale sacra, non lascia va altro che ben sperare, circa la qualita`del lavoro di arrangiamenti. Del resto, in quanto a collaboratori, Vinicio Capossela e`da sempre circondato da ottimi musicisti. I vari Villotti, Tavolazzi, le divertenti (e brave) “Sorelle Marinetti”, fanno di questo “Marinai, pirati e balene” una raccolta di brani ottimamente costruiti. L’alternanza di ironia, umorismo, capacita`di commuovere e presenza di tematiche attuali (“La Madonna delle conchiglie” e`un delicato inno alla speranza di chi affronta il mare per fuggire dal passato, compiendo quel viaggio eroico che accomuna nocchieri per avventura e e per fame). Sempre piu`zeppo di citazioni letterarie, Capossela tesse una trama navigando tra Melville, il sempre presente Celine, Pavese, Dante e Saffo. Ma anche la musica si rifa`a modelli precedenti, non sempre in maniera originale: le autocitazioni, gaffes intellettuali che apparivano nei lavori piu`recenti del Cantautore emiliano, non mancano neppure questa volta. Per motivi come questo, alcune pur belle canzoni come “Pryntyl”, rilettura dissacrante della classica storia della Sirenetta che abbandona l’abisso di Nettuno, suonano talvolta come riciclo di idee gia`avute per sopperire la mancanza di nuove ispirazioni. Tuttavia, se si mette il disco in un lettore cd e non si e`eccessivamente prevenuti, l’opera fa un bel effetto: ascoltandola gia`la prima volta, non sono stato immune da emozioni contrastanti e, comunque, sempre ben accolte. Sinceramente, non considero Capossela un genio. Con consulenti musicali di quella portata, quelli che la produzione che spalleggia il buon Vinicio puo`permettersi di pagare, probabilmente anche Cesare Cremonini riuscirebbe a fare un disco di spessore. Ma qui e`meglio se taccio: criticare capossela, in Italia, e`una faccenda pericolosa.

LE STORIE DI “MARINAI, PIRATI E BALENE” DI VINICIO CAPOSSELAultima modifica: 2011-12-05T15:35:00+01:00da bass-cocteau
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Un pensiero su “LE STORIE DI “MARINAI, PIRATI E BALENE” DI VINICIO CAPOSSELA

  1. Le “opere prime” son in genere le migliori poi con il tempo qualcosa cambia e….
    Lascio traccia del mio passaggio
    Buona serata 🙂

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